Archivio dei tag legislazione

Vendite online

Decalogo dell’Antitrust sui diritti dei consumatori online

Vendite online

Vendite online

Secondo uno studio uscito questa estate e condotto da Netcomm con Human Highway, in collaborazione con Banzai, Postecom e QVC, gli acquisti degli italiani si fanno sempre più online e sempre più da dispositivi mobili.

L’Antitrust (l’autorità garante della concorrenza e del mercato) ha quindi pensato bene di redigere un decalogo per spiegare agli utenti quali sono i loro diritti, secondo l’ultima direttiva europea “Consumer Rights” in materia di protezione dei consumatori (n. 2011/83/UE recepita in Italia con d.lgs. n. 21/2014) entrata in vigore a Giugno 2014:

I punti del testo sono:

1) Stop alle spese ed ai costi nascosti sui siti internet
Il riferimento è in particolare ai servizi ed alle offerte presentate come se fossero gratuite (ad esempio, ricette, oroscopi online, giochi, ecc…) che in realtà sono invece a pagamento.
I consumatori dovranno esplicitamente confermare di aver appreso che il servizio è a pagamento, altrimenti l’acquisto non sarà valido.

2) Maggiore trasparenza dei prezzi
I venditori online dovranno indicare chiaramente il costo totale del prodotto o del servizio, compresi gli addebiti supplementari.
Non ci dovranno essere quindi più sorprese per gli utenti al momento della conclusione dell’ordine e gli importi dovranno corrispondere a quelli per cui i consumatori saranno stati informati in precedenza.

3) Divieto di caselle preselezionate sui siti web
Sono vietate in tutta Europa le caselle preselezionate per i servizi supplementari che costringono i consumatori a deselezionarle se non desiderati (ad esempio le assicurazioni di viaggio quando si acquista un soggiorno o un biglietto aereo, pulizie finali o servizi spiaggia o altri servizi accessori in caso di soggiorni, ecc…).

4) Periodo di 14 giorni per cambiare idea sull’acquisto
E’ stato esteso a 14 giorni (invece che 10 come in precedenza) il periodo concesso ai consumatori per esercitare il diritto di ripensamento nel caso di acquisti effettuati online, al telefono, per corrispondenza o comunque fuori dai locali commerciali del venditore.
Inoltre, nel caso il venditore non abbia dato informazioni sufficientemente chiare agli utenti sul diritto di recesso, il periodo viene aumentato di un 1 anno e quindi diventerà un anno e 14 giorni.
Il consumatore ha il diritto, qualora il bene acquistato non lo soddisfi oppure non abbia le caratteristiche richieste, di recedere dal contratto senza dover fornire alcuna giustificazione al venditore.

5) Maggiori diritti di rimborso
Il rimborso, cui i venditori sono obbligati in caso di recesso da parte dei consumatori, dovrà coprire anche le spese di consegna.
Inoltre, il venditore dovrà assumersi anche il rischio di eventuali danni alle merci avvenuti durante il trasporto e fino al momento della consegna materiale della merce.
In caso di recesso, il venditore avrà 14 giorni (invece dei precedenti 30) per restituire le somme versate dal consumatore.

6) Introduzione di un modulo di recesso standard per tutta l’UE
E’ stato introdotto un modulo di recesso standard che sarà valido per tutta l’Europa, per facilitare e rendere più rapido il diritto dei consumatori per i contratti conclusi all’interno dell’Unione Europea.

7) Eliminazione di sovrattasse per l’uso di carte di credito e l’assistenza telefonica
Sono state eliminate le sovrattasse per i pagamenti effettuati con carta di credito (ad eccezione dei costi effettivamente sostenuti per fornire tale opzione di pagamento).
E’ inoltre vietato qualsiasi addebito, oltre ai normali costi telefonici, per il servizio di assistenza telefonica relativo al contratto stipulato.

8) Informazioni più chiare sulle spese di restituzione delle merci
L’informazione sui costi delle spese di restituzione delle merci dovrà essere chiara. Se i venditori vorranno imputare tale costi ai clienti dovranno informare preventivamente i clienti, altrimenti essi saranno a loro carico.
L’informazione dovrà essere chiara e contenere una stima dei costi massimi di resa, in modo da consentire ai consumatori di valutare l’eventuale acquisto.

9) Maggiori tutele per i consumatori negli acquisti di contenuti digitali
Per evitare sorprese successive ai download i consumatori dovranno essere informati sulla compatibilità delle applicazioni con hardware e software in uso e su eventuali sistemi di protezione.

10) Maggiori tutele e norme comuni anche per le imprese
L’attività delle imprese che vendono online saranno facilitate da un unico gruppo di disposizioni per i contratti e vendite a distanza, siano essi telefoniche, per corrispondenza, via internet o al di fuori dei punti vendita (vendita per strada o a domicilio) e da una modulistica standard (vedi diritto di recesso).

La normativa prevede anche che il consumatore debba ricevere tutte le informazioni che riguardano il venditore (recapito telefonico o indirizzo e-mail o altro canale che permetta un contatto rapido), il bene o servizio acquistato, le modalità di pagamento, la garanzia legale e il diritto di recesso in caso di contratti conclusi a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali del venditore.
Il venditore inoltre sarà sempre obbligato a far confermare al consumatore l’offerta per iscritto.

I punti che maggiormente riguardano il mondo del turismo sono i 2 (trasparenza prezzi), 3 (caselle preselezionate sui siti), 4 (ovvero il periodo entro il quale esercitare l’eventuale ripensamento), 5 (tempistiche di recesso e rimborsi) e 7 (sovrattasse uso carte di credito).

I contenuti della normativa “Consumer Rights” sono riassunti anche nello spot della Commissione europea disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=amq_ltZSwl8 .

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
Senato della Repubblica

Legge di stabilità, turismo e spiagge

senato-della-repubblicaNella legge di stabilità approvata dal Senato, che dovrà ancora essere riconfermato dalla Camera, non è stata inserita nessuna norma per le spiagge (concessioni demaniali e sanatoria sulle pendenze giudiziarie relative ai canoni), lasciando la situazione sospesa.

Sono state invece confermate alcune iniziative che interessano le imprese del turismo:
1) La nuova Iuc prevede delle detrazioni per gli immobili di proprietà delle imprese, ampliando quindi il regime agevolato anche ad alberghi, agenzie di viaggi, stabilimenti balneari. L’imposta sarà deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa al 20%.
2) Sono stati previsti finanziamenti agevolati per i contratti di sviluppo in ambito turistico. Articolato su tre anni, dal 2014 al 2016, l’intervento prevede 25 milioni di Euro di finanziamenti per il 2014 e 2015 e 50 milioni di Euro per il 2016.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
Agenzia delle Entrate

Stop ai viaggi presunti nel “Redditometro”

Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

Il punto più contestato del “Redditometro“, il sistema ideato dall’Agenzia delle Entrate per misurare il reditto e trovare gli evasori fiscali, era che le spese complessive calcolate per valutare la congruità del reddito comprendevano anche delle voci di uscita calcolare sulle medie Istat.
In pratica, nel “Redditometro” c’erano delle spese annue “presunte” relative ad abbigliamento, alimentari, alberghi, ecc… basate solo su dati statistici.

Il Garante della privacy ha, recentemente, imposto un utilizzo più cauto dei dati prevedendo fra l’altro l’eliminazione delle spese presunte, fra cui i viaggi ed il nuovo calcolo basato solo sulle spese relative a transazioni certe.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
IMU 2012

Sanzioni e interessi per chi non paga l’IMU

IMU 2012

IMU 2012

Il 17 Dicembre 2012 scade il termine per il pagamento della seconda rata (saldo) dell’IMU, la tanto discussa tassa sulle case di proprietà, che da quest’anno ha interessato di nuovo anche le prime case.

Oltre ai problemi legati alle modalità ed agli errori nel versamento, ci sarà anche chi, per errore o dimenticanza, la pagherà in ritardo o chi proprio, complice la crisi, non riuscirà a pagarla.

In caso di ritardato o mancato pagamento dellIMU, prima che parta l’accertamento del comune, sarà possibile usufruire del “ravvedimento operoso“, cioè sarà possibile pagare l’imposta dovuta maggiorata delle sanzioni e degli interessi.

Le sanzioni saranno tanto più alte, quanto maggiore sarà il tempo trascorso tra la scadenza del pagamento della tassa ed il pagamento:

a) Ravvedimento sprint (fino a 14 giorni dalla scadenza della rata) : sanzione pari allo 0,2% dell’imposta per ogni giorno di ritardo;

b) Ravvedimento breve (fino a 30 giorni dalla scadenza della rata): sanzione pari al 3% dell’imposta dovuta;

c) Ravvedimento lungo (dai 30 giorni fino ad un anno dalla scadenza della rata): sanzione pari al 3,75% dell’imposta dovuta.

Sulle somme non versate relative all’imposta, si applicheranno gli interessi di mora nella misura annuale stabilita da ciascun Comune, che non può, per legge, superare il limite di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale, attualmente fissato nel 2,5% su base annuale (massimo 5,5% quindi).

Tutto questo, a patto che non vi sia stato, nel frattempo, alcun accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Trascorso l’anno, non sarà più possibile il ravvedimento operoso ed una volta scattato l’accertamento del comune, la sanzione da pagare sarà molto cara: 30% dell’imposta dovuta.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
Aumento Iva a Luglio

Aumento dell’Iva a Luglio 2013 e turismo

Aumento Iva a Luglio

Aumento Iva a Luglio

L’aumento delle aliquote Iva, previsto dalla Legge di Stabilità, che scatterà da Luglio 2013, sarà di 1 punto percentuale, rispettivamente dal 10% all’11% e dal 21% al 22%.

L’aumento è stato giustificato, come si legge nella relazione tecnica, dalla necessità di reperire risorse ma avrà forti ripercussioni sul mercato turistico e quindi sull’economia di Bibione oltre che l’aumento dei prezzi anche per i tempi di applicazione.

Considerato l’andamento degli ultimi anni, è facile infatti prevedere luglio, momento di massima concentrazione del lavoro della stagione estiva, sarà reso ancora più difficile a causa della concentrazione di una fetta consistente delle transazioni cui si sommerano gli adempimenti burocratici legati all’aggiornamento della nuova aliquota dell’Imposta sul valore aggiunto.

Inoltre l’aumento dell’Iva, andrà ad incidere sul prezzo finale di vendita dei soggiorni e servizi turistici, un fattore che è purtroppo sempre più determinante nella scelta dei clienti.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail