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Rifiuti spiaggiati

Il materiale spiaggiato è rifiuto urbano

Rifiuti spiaggiati

Rifiuti spiaggiati

In seguito al maltempo che ha investito il Veneto degli ultimi tempi e le tonnellate di materiale spiaggiato portati dalle conseguenti mareggiate, Jesolo e Bibione avevano presentato un istanza per poter considerare tali rifiuti, come rifiuti urbani e non speciali.

Il provvedimento attraverso il quale vengono fornite ai Comuni interessati le indicazioni per la gestione del materiale spiaggiato sulle rive del mare, dei laghi e dei corsi d’acqua in conseguenza degli eventi meteo è stato approvato dalla Regione Veneto: potrà essere considerato, gestito e smaltito come rifiuto urbano e non più come rifiuto speciale, con le relative lunghe e costose procedure di smaltimento.

È una dichiarazione fondamentale – ha commentato l’assessore Renato Chisso – perché altrimenti, per il solo fatto di essere arrivato lì portato dall’acqua, ne faceva un rifiuto di altro genere, per il cui smaltimento servono procedure, costi e discariche apposite“.

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Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

Bolkestein, tavola rotonda fra i sindaci delle Spiagge Venete

Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

I temi affrontati durante il tavolo di lavoro che si è svolto a Lido di Jesolo, il 16 Novembre 2012, fra i Sindaci della Costa Veneta, di fronte ad una platea di 250 persone, sono stati i danni causati dalle mareggiate delle ultime settimane e la direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali.

Oltre ai Sindaci di San Michele al Tagliamento-Bibione, Caorle, Cavallino–Treporti, Chioggia, Eraclea e Jesolo hanno partecipato al dibattito il dottor Paolo Rosso, dirigente del Settore Turismo della Regione Veneto, Paolo Monticielli delegato nazionale dell’Anci (Associazione nazionali comuni d’Italia), l’Europarlamentare Mara Bizzotto della Lega Nord, l’Europarlamentare Antonio Cancian del Pdl, l’Onorevole Marco Stradiotto del Pd e Renato Catti, presidente di Federconsorzi Jesolo.
Erano presenti in sala anche l’Onorevole Gianluca Forcolin della Lega Nord e il deputato Rodolfo Viola del Pd.

Riportiamo di seguito il riassunto della giornata pubblicato nel comunicato stampa del Comune di Jesolo:

Il sindaco del comune di San Michele al Tagliamento ha introdotto la questione del protocollo d’intesa, ricordando che i sei sindaci della costa veneziana stanno lavorando assieme per promuovere e attivare strategie di marketing territoriale e turistico a favore della Costa veneziana e del turismo marino. Quindi per fare una politica dal basso per essere vicina al territorio, dandosi un metodo di governo del territorio ed avvicinare l’amministrazione alla gente.
Ad aprire la tavola sono stati gli stessi dei sindaci della Costa veneziana per presentare i danni causati delle ultime mareggiate.

Luciano Striuli, sindaco di Caorle, ha mostrato come le ultime mareggiate abbiano eroso circa 1 metro e mezzo di sabbia, così come a Cavallino-Treporti Claudio Orazio, ha sottolineato l’importanza di creare un movimento unitario per la manutenzione ordinaria e straordinaria del litorale.
Giuseppe Casson, sindaco di Chioggia, ha ricordato che l’erosione ha spazzato circa un milione di euro di investimenti fatti negli ultimi anni, ribadendo la necessità di interventi definitivi perché non si ripetano drammi di questo genere.
Giorgio Talon, sindaco di Eraclea ha mostrato come l’area del Mort, zona fragile e delicata, abbia bisogno di interventi di tutela.

Paolo Rosso, dirigente del settore turismo Regione Veneto: “E’ ora di non parlare più di bandi, ma di trasparenza, che è quello che richiede l’Unione Europea. Noi stiamo lavorando per preparare una legge e non trovarci così impreparati. Valuteremo ogni concessione singolarmente, in base alle singole peculiarità. I risarcimenti per chi non dovesse confermare la concessione però sono uguali per tutti e dovranno coprire il 90% del valore totale dell’azienda“.

Luciano Monticelli, delegato nazionale dell’ANCI al Demanio Marittimo: “Stiamo creando uno strumento come la Consulta delle Città del Mare per creare rete ed informazione, L’ANCI ha preso una posizione forte: la direttiva Bolkestein è una iattura per i Sindaci. Anci sostiene che l’Italia debba uscire dalla direttiva Bolkestein. Il Parlamento deve togliere la delega al Governo, anche perché con le condizioni attuali un giovane non può nemmeno concorrere visti i costi, ma al contrario solo grandi società“.

Mara Bizzotto, Europarlamentare della Lega Nord: “Prima di tutto di fronte ai danni delle mareggiate come Governo europeo abbiamo il dovere di essere vicini a queste situazioni. Proporremo di allentare i patti di stabilità per la messa in sicurezza del territorio e spostare i fondi strutturali affidati alla Regione. Il mio obiettivo è uscire con linea comune da difendere a tutti i livelli: l’Italia ha sottovalutato questo provvedimento che tocca il balneare ed altri settori della nostra economia. In alcuni Paesi come la Francia c’è stata la paura dell’”idraulico polacco” che arrivasse in Francia a rubare il lavoro. Ho chiesto di togliere i balneari dall’applicazione della Bolkestein, perché non è idonea a normare quindi di applicare anche in Italia il modello spagnolo, è una strada percorribile. Il punto di partenza è differente ma è copiabile ed adattabile al nostro territorio. Attualmente ci sono 30mila aziende balneari in Italia, il rischio è quello di…” (il comunicato stampa interrompe qui la frase dell’Europarlamentare….).

Antonio Cancian, europarlamentare PDL: “Sono in linea con la giunta regionale: possiamo andare in Europa a parlare di trasparenza di mercato, per essere tutti uguali. La Bolkestein non disciplina questo argomento, ma solo sui mercati in generale. Il mio obiettivo è quello di salvaguardare l’operatore ed il consumatore, il territorio. Non si può fare il muro contro muro“.

Marco Stradiotto, senatore del PD: “La qualità del servizio turistico è merito del lavoro fatto in questi anni in alcune delle spiagge. Il demanio marittimo doveva passare alle regioni entro il 2011. Oggi con quelle risorse si sarebbe intervenuti sul problema mareggiate. Non si può solo spostare i termini, i problemi vanno anche affrontati: la Bolkestein arriverà perché il demanio pubblico non può essere gestito come una volta. Rispetto ai concessionari, se le concessioni vanno in gara, biosgna lavorare perché nessuno perda gli investimenti fatti e questo può conservarlo solo la Regione alzando la percentuale (40%) dei requisiti per andare a gara“.

Renato Cattai, presidente Federconsorzi Jesolo: “Rappresento tutti i concessionari della nostra spiaggia. Non c’è una certificazione del nostro fare turismo. A Jesolo le aziende reinvestono gli utili. Quello che abbiamo costruito è nostro: il russo o la multinazionale di turno che arriva rischia di mettere in crisi tutto l’indotto economico della città“.

A margine dell’incontro i rappresentanti dei venditori ambulanti della spiaggia, i cosiddetti carrettini, hanno ribadito la loro contrarierà per la gare che nel loro caso è prevista già per il 2013.

I sindaci hanno quindi concluso ribadendo che occorre un progetto unitario per le concessioni e il fenomeno erosione, confermando l’impegno a tenere alto il livello di attenzione e la loro presenza in ogni livello di discussione affinché possano essere un riferimento per i cittadini e gli operatori.

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la pineta a Bibione

La pineta a Bibione è in pericolo ?

la pineta a Bibione

la pineta a Bibione

“Non si può aspettare settembre 2012 per costruire il muro di protezione per salvare la pineta, perciò, o il Consorzio lo fa subito oppure insieme a decine di volontari armati di pale e sabbia, realizzeremo noi una duna di difesa a mare per salvarla” è l’allarme lanciato dal vice sindaco Gianni Carrer e da numerosi volontari dopo che l’ultima mareggiata si è portata via oltre 40 metri di arenile, trascinando centinaia di pini in mare.
Il vicesindaco si riferisce ai lavori di protezione tramite costruzione di un muretto, da parte del Consorzio di Bonifica, che dovrà proseguire fino al Faro e la cui ritardata esecuzione potrebbe mettere in pericolo un patrimonio naturale che non ha eguali.
Nel sottobosco si è infatti registrata la presenza di fiori e piante rare, fra i quali anche l’orchidea di cui ambientalisti e studiosi hanno tessuto gli elementi distintivi, introvabili in altri luoghi.
“I finanziamenti erano già stati assegnati ed i lavori già iniziati – dice Carrer – ma si vuole attendere settembre 2012 e sarà troppo tardi. Siamo a novembre, c’è tutto il tempo per intervenire, per questo ho già preso contatti ed avuto disponibilità da numerosi volontari, pronti a lavorare gratis per realizzare una duna di difesa a mare. Acquisterò io le pale ed a mano, andremo a realizzare ciò che è necessario per riparare la pineta dalla furia del mare”.
Il sindaco Pasqualino Codognotto da parte sua, ha già comunicato in Regione, la propria preoccupazione per l’erosione costante cui è soggetto l’arenile di Bibione soprattutto nella zona Faro, alle foci del Tagliamento, dove maggiore è la forza delle mareggiate.
“Non è più il tempo delle attese, bisogna agire – ha dichiarato il Sindaco –  ed anticipare gli eventi che ogni anno si ripresentano in questo periodo”.

La scomparsa delle secche che in qualche modo attutivano e ritardavano l’azione della risacca sono un altro motivo di preoccupazione.

“Non voglio essere la Cassandra di turno – ha dichiarato Carrer – ma domani non vorrei sentir dire, con il senno del poi, che il disastro poteva essere evitato. Bene allora muoviamoci, tutto sommato fino ad oggi il tempo ci è stato propizio ma stiamo entrando nella stagione delle grandi piogge e delle perturbazioni. Salviamo la Pineta, fin che siamo in tempo”.

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