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Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

Bolkestein, tavola rotonda fra i sindaci delle Spiagge Venete

Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

Tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta

I temi affrontati durante il tavolo di lavoro che si è svolto a Lido di Jesolo, il 16 Novembre 2012, fra i Sindaci della Costa Veneta, di fronte ad una platea di 250 persone, sono stati i danni causati dalle mareggiate delle ultime settimane e la direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali.

Oltre ai Sindaci di San Michele al Tagliamento-Bibione, Caorle, Cavallino–Treporti, Chioggia, Eraclea e Jesolo hanno partecipato al dibattito il dottor Paolo Rosso, dirigente del Settore Turismo della Regione Veneto, Paolo Monticielli delegato nazionale dell’Anci (Associazione nazionali comuni d’Italia), l’Europarlamentare Mara Bizzotto della Lega Nord, l’Europarlamentare Antonio Cancian del Pdl, l’Onorevole Marco Stradiotto del Pd e Renato Catti, presidente di Federconsorzi Jesolo.
Erano presenti in sala anche l’Onorevole Gianluca Forcolin della Lega Nord e il deputato Rodolfo Viola del Pd.

Riportiamo di seguito il riassunto della giornata pubblicato nel comunicato stampa del Comune di Jesolo:

Il sindaco del comune di San Michele al Tagliamento ha introdotto la questione del protocollo d’intesa, ricordando che i sei sindaci della costa veneziana stanno lavorando assieme per promuovere e attivare strategie di marketing territoriale e turistico a favore della Costa veneziana e del turismo marino. Quindi per fare una politica dal basso per essere vicina al territorio, dandosi un metodo di governo del territorio ed avvicinare l’amministrazione alla gente.
Ad aprire la tavola sono stati gli stessi dei sindaci della Costa veneziana per presentare i danni causati delle ultime mareggiate.

Luciano Striuli, sindaco di Caorle, ha mostrato come le ultime mareggiate abbiano eroso circa 1 metro e mezzo di sabbia, così come a Cavallino-Treporti Claudio Orazio, ha sottolineato l’importanza di creare un movimento unitario per la manutenzione ordinaria e straordinaria del litorale.
Giuseppe Casson, sindaco di Chioggia, ha ricordato che l’erosione ha spazzato circa un milione di euro di investimenti fatti negli ultimi anni, ribadendo la necessità di interventi definitivi perché non si ripetano drammi di questo genere.
Giorgio Talon, sindaco di Eraclea ha mostrato come l’area del Mort, zona fragile e delicata, abbia bisogno di interventi di tutela.

Paolo Rosso, dirigente del settore turismo Regione Veneto: “E’ ora di non parlare più di bandi, ma di trasparenza, che è quello che richiede l’Unione Europea. Noi stiamo lavorando per preparare una legge e non trovarci così impreparati. Valuteremo ogni concessione singolarmente, in base alle singole peculiarità. I risarcimenti per chi non dovesse confermare la concessione però sono uguali per tutti e dovranno coprire il 90% del valore totale dell’azienda“.

Luciano Monticelli, delegato nazionale dell’ANCI al Demanio Marittimo: “Stiamo creando uno strumento come la Consulta delle Città del Mare per creare rete ed informazione, L’ANCI ha preso una posizione forte: la direttiva Bolkestein è una iattura per i Sindaci. Anci sostiene che l’Italia debba uscire dalla direttiva Bolkestein. Il Parlamento deve togliere la delega al Governo, anche perché con le condizioni attuali un giovane non può nemmeno concorrere visti i costi, ma al contrario solo grandi società“.

Mara Bizzotto, Europarlamentare della Lega Nord: “Prima di tutto di fronte ai danni delle mareggiate come Governo europeo abbiamo il dovere di essere vicini a queste situazioni. Proporremo di allentare i patti di stabilità per la messa in sicurezza del territorio e spostare i fondi strutturali affidati alla Regione. Il mio obiettivo è uscire con linea comune da difendere a tutti i livelli: l’Italia ha sottovalutato questo provvedimento che tocca il balneare ed altri settori della nostra economia. In alcuni Paesi come la Francia c’è stata la paura dell’”idraulico polacco” che arrivasse in Francia a rubare il lavoro. Ho chiesto di togliere i balneari dall’applicazione della Bolkestein, perché non è idonea a normare quindi di applicare anche in Italia il modello spagnolo, è una strada percorribile. Il punto di partenza è differente ma è copiabile ed adattabile al nostro territorio. Attualmente ci sono 30mila aziende balneari in Italia, il rischio è quello di…” (il comunicato stampa interrompe qui la frase dell’Europarlamentare….).

Antonio Cancian, europarlamentare PDL: “Sono in linea con la giunta regionale: possiamo andare in Europa a parlare di trasparenza di mercato, per essere tutti uguali. La Bolkestein non disciplina questo argomento, ma solo sui mercati in generale. Il mio obiettivo è quello di salvaguardare l’operatore ed il consumatore, il territorio. Non si può fare il muro contro muro“.

Marco Stradiotto, senatore del PD: “La qualità del servizio turistico è merito del lavoro fatto in questi anni in alcune delle spiagge. Il demanio marittimo doveva passare alle regioni entro il 2011. Oggi con quelle risorse si sarebbe intervenuti sul problema mareggiate. Non si può solo spostare i termini, i problemi vanno anche affrontati: la Bolkestein arriverà perché il demanio pubblico non può essere gestito come una volta. Rispetto ai concessionari, se le concessioni vanno in gara, biosgna lavorare perché nessuno perda gli investimenti fatti e questo può conservarlo solo la Regione alzando la percentuale (40%) dei requisiti per andare a gara“.

Renato Cattai, presidente Federconsorzi Jesolo: “Rappresento tutti i concessionari della nostra spiaggia. Non c’è una certificazione del nostro fare turismo. A Jesolo le aziende reinvestono gli utili. Quello che abbiamo costruito è nostro: il russo o la multinazionale di turno che arriva rischia di mettere in crisi tutto l’indotto economico della città“.

A margine dell’incontro i rappresentanti dei venditori ambulanti della spiaggia, i cosiddetti carrettini, hanno ribadito la loro contrarierà per la gare che nel loro caso è prevista già per il 2013.

I sindaci hanno quindi concluso ribadendo che occorre un progetto unitario per le concessioni e il fenomeno erosione, confermando l’impegno a tenere alto il livello di attenzione e la loro presenza in ogni livello di discussione affinché possano essere un riferimento per i cittadini e gli operatori.

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Concessioni demaniali marittime

Tavolo di lavoro su Direttiva Bolkestein e concessioni demaniali

Concessioni demaniali marittime

Concessioni demaniali marittime

Domani 16 Novembre 2012, alle ore 16.00, presso la Sede Municipale del Comune di Jesolo, in via Sant’Antonio 11, si terrà un tavolo di lavoro fra i Sindaci della Costa Veneta, su “Direttiva Bolkestein e concessioni demaniali“.

Parteciperà anche il Sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione, Pasqualino Codognotto, che ha invitato ad essere presenti anche gli operatori locali.

Saranno presenti oltre ai Sindaci firmatari del Protocollo d’Intesa, la Regione Veneto, alcuni Parlamentari ed Euro-parlamentari ed il Presidente Nazionale delegato ANCI per il demanio marittimo.

Durante i lavori sarà presentato anche il dossier, che i Sindaci hanno predisposto, sui danni causati dalle mareggiate.

La Direttiva Bolkestein, entrata in vigore in Italia l’8 Maggio 2010 con il D.Lgs. n. 59/2010 avente per oggetto “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno” ha lo scopo (così era l’intenzione) di creare benefici per le imprese e tutelare i diritti dei consumatori, riducendo e/o eliminando gli ostacoli burocratici, facilitando la concorrenza fra le imprese all’interno del mercato unico, aumentando così competitività ed equilibrio fra i vari paesi.

L’impatto di tale direttiva sulle concessione demaniali balneari in Italia è particolarmente importante.

Attualmente infatti la legge prevede che:
L’amministrazione marittima, compatibilmente con le esigenze del pubblico uso, può concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato periodo di tempo.
Nel caso di più domande di concessione, è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico.
Al fine della tutela dell’ambiente costiero, per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative è data preferenza alle richieste che importino attrezzature non fisse e completamente amovibili” ed è data “preferenza alle precedenti concessioni, già rilasciate, in sede di rinnovo rispetto alle nuove istanze. Qualora non ricorrano le ragioni di preferenza di cui ai precedenti commi, si procede a licitazione privata.”
La legge n.88/2001 ha poi introdotto il meccanismo del rinnovo automatico della durata delle concessioni demaniali marittime.

L’articolo 12 della Direttiva Comunitaria prevede invece che “qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento” e che “l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami“.

Ne deriva che le concessioni sul demanio marittimo non potranno più essere rinnovate automaticamente e dovranno essere concesse tramite un bando per un periodo definito, con relativa preoccupazione degli attuali concessionari di veder vanificati gli sforzi compiuti in anni di lavoro,  a causa delle nuove regole.

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